Home News Milanosimuove.Tre giorni per raccolta firme referendum. Una dichiarazione di Stefano Rolando

15

Set

2010

Milanosimuove.Tre giorni per raccolta firme referendum. Una dichiarazione di Stefano Rolando
Milanosimuove.
Annunciata a Palazzo Marino la “tre giorni” (17-19settembre)
per una massiccia raccolta firme sui cinque referendum ambientali
 
Conferenza stampa con gli interventi di Edoardo Croci, Marco Cappato Enrico Fedrighini.
Contributi di Lorenzo Ruffatti, Nadia Volpi, Stefano Rolando
 
 
(15 settembre 2010 – h. 11.00) – Annunciato un fitto calendario di eventi dal 17 al 19 settembre con le indicazioni dei tavoli dove si raccolgono le firme per avviare i cinque referendum per l’ambiente e la mobilità sostenibile a Milano. Tutte le indicazioni al sito www.milanosimuove.it
Nel corso della conferenza Stefano Rolando ha dichiarato:
 “Do qui un contributo di tipo personale, insegno tra l’altro Comunicazione politica all’università e non posso non osservare che questo evento che abbiamo promosso si colloca all’interno di un progetto che non rivendica per i soggetti che lo avanzano l’identificarsi in un definito soggetto politico. Anzi c’è molta espressione di società civile e ambiti della politica che credono oggi importante tenere centralmente il dialogo con i movimenti della democrazia partecipativa. Faccio però notare che mentre – e già da tempo – qui si avanzano proposte concrete di una visione del futuro della città (ai cinque referendum sono connesse tematiche di ordine sociale, economico, strutturale, culturale su cui ci sono riflessioni e vaste sperimentazioni nel mondo), le due maggiori componenti degli schieramenti che puntano a contendersi la governance del Comune di Milano proseguono il loro “progetto” autoreferenziale. E’ evidente che è legittimo fare primarie, scegliere candidati, mettere a confronto idee. Noi assistiamo per ora a lotte di potere e a posizionamenti di immagine, di percezione, di visibilità di candidati. Non a concrete idee e proposte di una certa visione per governare questa città e vederla proiettata in un benessere comune dichiarabile. Temo che quando questo ripeto anche legittimo confronto interno finirà, i tempi saranno così stretti che passeranno direttamente alla fase delle “promesse”, cioè a quella fase demagogica in cui contano i soldi in campo, le campagne di comunicazione fatte dalle agenzie e un mucchio di chiacchiere per imbonire gli elettori. Ecco perché lo sforzo – apartitico ma non apolitico- che questo comitato per i referendum ambientali sta svolgendo è metodologicamente importante. Perché sceglie la via dei contenuti programmatici e la via della chiamata di responsabilità sia per i soggetti della società civile sia per i programmi di governo della comunità. Segnalo questa differenza ponendomi caso mai il problema se, superata spero brillantemente la tre giorni di raccolta firme, questo spunto non meriterà di essere più approfondito.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Settembre 2010 11:51